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2008/1/17 La marcia continuaStanotte è stata probabilmente la peggiore della mia vita. Un po' perché ho un'influenza che s'è affezionata a me (l'effetto che mi fanno questi antibiotici è strano. Continuo ad avere l'influenza, ma io... non son più io! Continuo a star male ma sono convinta che quella roba abbia ucciso anche i virus dei miei vicini di casa!! La prendo io e basta a immunizzare tutto il condominio!! Solo che io soccombo: prendo la compressa e nel giro di un'ora mi sento... strana... mi sa che la coca fa un effetto simile... Ma sarà legale?), un po' per questo tempo grigio che immalinconisce l'anima, un po' perché i tempi per l'inseminazione si dilatano oltre misura. Ieri l'ennesimo ritardo, mi chiamano da Barcellona per dirmi che hanno visto qualcosa di strano nella mia ecografia (l'ennesima... ho perso il conto, non so più neanche io quante ne ho fatte...), dovrò ripeterla, forse perderemo un altro mese. Un altro mese di stress, di pensieri cupi, di insonnia... Senza contare che ad ogni nuova ecografia, la domanda del medico di turno (a cui non racconto mai, se posso, il come ed il perché io debba fare questo esame: sono stanca di raccontare due anni di cure, interventi chirurgici, depressione, umiliazioni, problemi) è sempre la seguente:"Ma lei vorrebbe avere figli? Perché se ne vuole, si sbrighi. I problemi tamponati chirurgicamente presto si ripresenteranno e potrebbe diventare troppo tardi...". Certo, grazie, visto che non sono ancora abbastanza sull'orlo di una crisi di nervi, la cosa che mi serve di più è l'ennesimo medico sconosciuto che mi ripeta il solito ritornello... è tardi... presto sarà troppo tardi... E a me questo bambino sembra sempre più lontano, anziché vicino. Ieri sera, tornando a casa, sotto la pioggia, immersa in cupi pensieri, mi sono scoperta a guardar male tutte le mamme a spasso con i loro bambini. "Oddio, sto diventando un mostro!" mi sono detta: "Io non sono così, io non ero così!"... Le notti per me non esistono più, si sono dissolte, vivo in un costante unico giorno... Quando cala la notte prendo un libro e inizio a leggere, quando mi sembra (spero?) di aver sonno, spengo la luce provo ad addormentarmi ma è inutile... inizio a chiedermi: "Perché proprio a me? E se non ci riesco, che farò? Che senso avrà per me continuare a vivere, quando la cosa che più ho desiderato al mondo mi sarà sfuggita dalle mani per sempre?", il sonno passa, piango, riaccendo la luce, continuo a piangere e poi riapro i libri... sto leggendo molto!!! Quando sento che sto per crollare, che sono al limite, che ho davvero bisogno di dormire altrimenti rischio di finire sotto il primo tram in arrivo, mi stordisco di psicofarmaci e finalmente dormo il sonno dei giusti... poi, recuperate le energie, il ciclo ricomincia. Continuo a scrivere il diario delle mie peripezie per lui/lei, se mai arriverà. Glielo consegnerò quando potrà capire, perché si senta desiderato ed amato da molto prima della sua nascita.... O forse lo distruggerò, se lui/lei dovessero dissolversi persino dai miei sogni... Ho trovato tanto sostegno in amici e colleghi: sta diventando una "attesa" cogestita. Spero prima o poi tanto affetto e tanto impegno da parte di medici, conoscenti e familiari vengano ripagati. 评论 (4)
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