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日志


2008/6/26

Incubi

Il mio fisico non ha retto la terapia per il secondo tentativo, i medici hanno deciso di annullare tutto... stavo male...
 
Adesso devo disintossicarmi e mettere di nuovo in sesto tutti i valori delle mie analisi. Non potrò più tentare di diventare madre prima dell'anno prossimo, ma intanto i miei problemi di salute non miglioreranno, ogni giorno che passa è una possibilità in meno...
 
Sto familiarizzando con l'idea che non vedrò mai gli occhi di mio figlio...
 
Già era difficile accettare l'idea di dover vivere senza aver mai incontrato l'Amore, quello vero. Non so come me la caverò ora...
 
Per il momento sono sotto shock... sembra quasi non me ne importi nulla... rido, scherzo, Dio solo sa per quale strano motivo in questo periodo sono circondata di uomini che mi corteggiano: è un classico, la disperazione mi rende più appetibile... è sempre stato così... e come sempre, l'unico che interessa a me volge lo sguardo altrove...
 
Ho voluto provare a conquistarmi una vita normale, come quelle degli altri... ho fallito. Per il momento fuggo tutti, tranne il mio lavoro e i miei colleghi, che hanno vissuto con me il dolore di quest'ennesima delusione.
 
Non ho voglia di vedere nessuno... declino anche tutti gli inviti ai convegni che mi arrivano numerosi in questi giorni, non voglio stare in mezzo alla gente... vorrei solo riuscire a dimenticare tutto, anche me stessa... E invece no, tutte le mattine lo specchio mi costringe a ricordare che io esisto, che non c'è nessuno sbaglio, che io sono qui, ora, che tutto quello che mi succede ogni giorno è reale e non è un incubo. NON E' UN INCUBO, sono sveglia...  
 
Non riesco neanche ad odiarmi, non riesco neanche a farmi pena, mi sento dentro il corpo di un altro.
 
Ho una vita piena di contraddizioni, di cose che sono al posto sbagliato e al momento sbagliato... rimetterle a posto tutte è impossibile... districarsi in una tal matassa di controsenso e assurdità è al di là delle mie capacità.
 
Ho paura di quello che accadrà il momento in cui prenderò coscienza di tutto quello che mi sta accadendo e di quello che m'è successo sin qui.
2008/1/17

La marcia continua

Stanotte è stata probabilmente la peggiore della mia vita.

Un po' perché ho un'influenza che s'è affezionata a me  (l'effetto che mi fanno questi antibiotici è strano. Continuo ad avere l'influenza, ma io... non son più io! Continuo a star male ma sono convinta che quella roba abbia ucciso anche i virus dei miei vicini di casa!! La prendo io e basta a immunizzare tutto il condominio!! Solo che io soccombo: prendo la compressa e nel giro di un'ora mi sento... strana... mi sa che la coca fa un effetto simile... Ma sarà legale?), un po' per questo tempo grigio che immalinconisce l'anima, un po' perché i tempi per l'inseminazione si dilatano oltre misura.

Ieri l'ennesimo ritardo, mi chiamano da Barcellona per dirmi che hanno visto qualcosa di strano nella mia ecografia (l'ennesima... ho perso il conto, non so più neanche io quante ne ho fatte...), dovrò ripeterla, forse perderemo un altro mese.  Un altro mese di stress, di pensieri cupi, di insonnia...

Senza contare che ad ogni nuova ecografia, la domanda del medico di turno (a cui non racconto mai, se posso, il come ed il perché io debba fare questo esame: sono stanca di raccontare due anni di cure, interventi chirurgici, depressione, umiliazioni, problemi) è sempre la seguente:"Ma lei vorrebbe avere figli? Perché se ne vuole, si sbrighi. I problemi tamponati chirurgicamente presto si ripresenteranno e potrebbe diventare troppo tardi...". Certo, grazie, visto che non sono ancora abbastanza sull'orlo di una crisi di nervi, la cosa che mi serve di più è l'ennesimo medico sconosciuto che mi ripeta il solito ritornello... è tardi... presto sarà troppo tardi...

E a me questo bambino sembra sempre più lontano, anziché vicino. Ieri sera, tornando a casa, sotto la pioggia, immersa in cupi pensieri, mi sono scoperta a guardar male tutte le mamme a spasso con i loro bambini. "Oddio, sto diventando un mostro!" mi sono detta: "Io non sono così, io non ero così!"...

Le notti per me non esistono più, si sono dissolte, vivo in un costante unico giorno... Quando cala la notte prendo un libro e inizio a leggere, quando mi sembra (spero?) di aver sonno, spengo la luce provo ad addormentarmi ma è inutile... inizio a chiedermi: "Perché proprio a me? E se non ci riesco, che farò? Che senso avrà per me continuare a vivere, quando la cosa  che più ho desiderato al mondo mi sarà sfuggita dalle mani per sempre?", il sonno passa, piango, riaccendo la luce, continuo a piangere e poi riapro i libri... sto leggendo molto!!!

Quando sento che sto per crollare, che sono al limite, che ho davvero bisogno di dormire altrimenti rischio di finire sotto il primo tram in arrivo, mi stordisco di psicofarmaci e finalmente dormo il sonno dei giusti... poi, recuperate le energie, il ciclo ricomincia.

Continuo a scrivere il diario delle mie peripezie per lui/lei, se mai arriverà. Glielo consegnerò quando potrà capire, perché si senta desiderato ed amato da molto prima della sua nascita.... O forse lo distruggerò, se lui/lei dovessero dissolversi persino dai miei sogni...

Ho trovato tanto sostegno in amici e colleghi: sta diventando una "attesa" cogestita. Spero prima o poi tanto affetto e tanto impegno da parte di medici, conoscenti e familiari vengano ripagati.

2007/6/11

Mulini a vento

 
I giorni passano. Sono un po' malinconica per via del lavoro, del clima che respiriamo tutti i giorni. Era l'unica cosa che funzionava nella mia vita, e all'improvviso ha preso a girare al contrario anche quella...
 
I miei colleghi sono sfiduciati almeno quanto me, ma purtroppo noi possiamo far poco. Chi potrebbe fare, non fa o dà l'impressione di aggravare i problemi della società, anziché tentare di risolverli.
 
C'è stato un tempo in cui avrei reagito: ho sempre avuto il ruolo - di fatto - di rappresentante sindacale qua dentro, ma oggi... sono stanca di combattere i mulini a vento, ho poche energie e quelle che ho mi servono tutte per arrivare al giorno dopo.
 
Sto cercando un nuovo lavoro, ma con le mie qualifiche e nel mio settore non è facile e ricominciare tutto daccapo in un altro settore... beh, onestamente non è che l'idea mi faccia far salti di gioia...
 
Il mio è un campo ristretto, si conoscono tutti e tutti mi identificano in maniera marcata con il mio presidente: essendo io la persona più vicina a lui da tanti anni, mi accorgo che gli altri mi vedono quasi come sua proprietà privata. Lui è molto potente nel suo settore e quindi il resto vien da sé: anche se qualcuno avesse intenzione di darmi un lavoro, ci rinuncia temendo di fargli uno sgarbo.
 
Io continuo a fare il mio lavoro onestamente, ma l'entusiasmo in certi giorni sembra davvero essersene andato per sempre. Mi piace quello che faccio ma ormai vorrei farlo a modo mio, in modo completamente diverso da come sono costretta a fare tutti i giorni...
 
Il mio "corteggiatore d'annata" (vi ricordate? Quello che in otto anni di lavoro mi ha sommersa di fiori, cioccolatini, pelouche e quant'altro!) credo si sia finalmente arreso all'evidenza dei fatti: per me è solo un amico. Sta corteggiando una nuova impiegata della mia società, sono contenta per lui e anche per me: gli sono affezionata, ma era decisamente ora se ne facesse una ragione e volgesse altrove lo sguardo.
 
Bello, fa caldo, il tempo è bello e la gente si innamora... A me quand'è successo l'ultima volta? Non me lo ricordo quasi più e comunque è stato un disastro, meglio evitare!! Ci ho messo mesi per riprendermi...
 
Mi piacerebbe tornare ad innamorarmi, ma... non è più cosa ormai. Sono troppo sfiduciata, prevenuta, probabilmente, per innamorarmi di nuovo...
 
Nel frattempo tiro avanti fra un convegno e l'altro, una giornata alla scrivania e l'altra in giro per aeroporti, sempre più indifferente a quello che mi circonda.
 
La mia salute migliora di giorno in giorno, sto riacquistando la mia forma fisica e le mie energie, spero mi servano a qualcosa di utile, sia l'una che le altre!!
 
2007/4/3

Auguri di buona Pasqua

 
E' arrivato il momento di fare gli auguri di Pasqua a chiunque passi di qui.
 
Per un bel po' non conto di aggiornare il mio blog: passata la Pasqua, ancora qualche giorno e poi dovrò entrare in ospedale, passerà un po' di tempo prima che io possa tornare a scrivere qui.
 
Non ho scritto molto ultimamente: avevo solo cose tristi e dolorose da raccontarvi, ho preferito astenermi dal deprimervi. Sto facendo un viaggio per uno dei gironi infernali più brutti che ci siano per l'animo di una donna: ho visto gente piegata in due dal dolore psicologico accanto a gente felicissima di aver dato al mondo una nuova vita; ho visto un bimbo nato da pochi minuti, piccolo, nudo, inerme passare accanto, nella sua incubatrice, ad una donna costretta ad abortire da una rara malattia... La vita e la morte si toccano in quei corridoi, pensavo fosse più facile, non lo è affatto: mi ritrovo spesso con gli occhi pieni di lacrime, a nascondere il mio sguardo.
 
Il caso ha voluto mettermi di nuovo davanti al chirurgo che ho rifiutato effettuasse l'intervento: era di turno lui quando ho dovuto preparare la cartella clinica. Stavolta mi ha trattata, se possibile, anche peggio dell'altra volta (aveva saputo che avevo rifiutato effettuasse lui l'intervento e che volevo un altro chirurgo): sono stata gelida ed ho finito per tirar fuori il mio lato caustico quando insisteva aggressivo: "Non è possibile lei sia in queste condizioni senza aver mai abortito! Non ho mai visto nulla del genere nella mia carriera. Non le serve a nulla mentire, noi lo scopriamo se ha avuto un aborto!"...
 
Pezzo d'idiota - in realtà ho pensato molto peggio - io sono qui perché non posso avere figli e tu mi chiedi se ho avuto un aborto. Ti rispondo che non ho mai avuto neanche una gravidanza, per quanto indesiderata, e tu insisti, mi dai della bugiarda. Perché dovrei mentire a te? Chi sei tu? Che me ne fotte di quello che pensi di me?
 
"Bene dottore, se Lei non ha mai visto nulla di simile, si vede che sono un caso clinico! Posso vantarmi della cosa con gli amici? Magari faccio un figurone!" e lo fisso con un sorriso ironico... Ho l'impressione abbia capito che lo stavo pigliando per il culo, ha abbassato lo sguardo e le penne... non credo mi darà più problemi...
 
Ma è riuscito comunque a farmi sentire sporca...  e incazzata....
 
Ho tanti pensieri pesanti nel cuore, mi sforzo di non pensare per evitare di arrivare all'intervento con i nervi a fior di pelle.
 
I miei amici scrivono, non osano più neanche telefonare per non disturbare, mi chiedono come sto, quando tornerò da loro... a loro non ho detto nulla di quello che sto attraversando, non sanno neanche che devo entrare in ospedale. Mi pensano semplicemente troppo impegnata col lavoro e troppo depressa per aver voglia di compagnia. Glielo lascio credere perché è meglio così...
 
Il mio migliore amico mi è molto vicino però: senza di lui sarebbe tutto più difficile, perché fatico a parlare di questa cosa anche con la mia famiglia.
 
Con voi ho parlato molto, invece, e vi ringrazio ancora una volta di aver ascoltato silenziosi.
 
Auguro a chiunque passi di qui tanta serenità e pace (con se stesso prima che col resto del mondo), per sé e per le persone care.
 
Torno presto, spero di ritrovarvi tutti qui.
 
Una Voce
 
 
2007/2/9

Quelli nell'ombra


Ieri mi hanno chiesto una mia foto e curriculum da inserire in una pubblicazione specializzata e in un sito Internet. Ho gentilmente declinato, hanno insistito: "Dottoressa, non cerchi scuse, il caporedattore ha detto che Lei è molto carina e quindi mandi 'sta foto per favore!!"... Le lusinghe hanno avuto l'effetto voluto, ho ceduto, promettendo che entro la settimana avrei mandato foto e cv... seppur di malavoglia.

Ho un pessimo rapporto con la mia immagine, mi piace restare nell'ombra e in effetti è quello che faccio: mi occupo di far comparire il più spesso possibile e al meglio sui media italiani ed esteri l'uomo per cui lavoro, è lui quello che deve comparire/apparire, io rimango tre passi indietro... e ci tengo a rimanere nell'ombra, perché questo mi garantisce un'autonomia che altrimenti non potrei avere.

Mi hanno insegnato che è questo quello che fa un buon addetto stampa: se diventa più famoso della persona che rappresenta, beh, c'è qualcosa che non va. Ho imparato molto da un giovane che lavorava per un grande dell'industria, molti anni fa. Io iniziavo allora e lui aveva già una certa esperienza: ci trovavamo spesso a lavorare insieme, io rubavo con gli occhi e con le orecchie il mestiere. Adoravo la sua umiltà e il suo essere schivo, la sua dedizione totale alla persona per cui lavorava, persona che peraltro non so fino a che punto capisse ed apprezzasse la qualità del lavoro svolto, troppo distratto da interviste, riunioni di CdA, ricevimenti e regate veliche...

Non gliel'ho mai detto, ma non ho mai mancato di ammettere pubblicamente di dovergli molto per l'impostazione del mio lavoro. Ora lui lavora per altri, alla fine s'era reso conto di aver dato TROPPO, di aver sacrificato la sua vita privata, di non avere più tempo per sé, assorbito completamente, giorno e spesso anche notte, da una professione che amava, ma che forse aveva fagocitato la parte migliore della sua vita.

Se prima era nell'ombra, ora lo è ancora di più, ma quando ci sentiamo (raramente, ormai, lavorando in campi diversi) al telefono, lo sento più rilassato, meno coinvolto probabilmente a livello mentale da quello che fa, ma sereno, di nuovo padrone del suo tempo (e delle sue notti!).

Ieri ho ripensato a lui, a quanto gli debbo. Spero un giorno di avere l'occasione di dirglielo...

2007/2/1

Crisi di coppia e cani terranova


Ieri sera ho parlato un po' con la mia amica, l'ho presa per mano e l'ho portata a far due passi nel mio piccolo inferno privato.


La cosa buffa è che la più allegra delle due ero io. Forse perché euforica all'idea di poter nuovamente star seduta una sera a cena in un posto pubblico con un'amica senza che mi cogliesse la voglia di scappare.

Mi ha portato dei bellissimi fiori, non ha fatto troppe domande, soprattutto non ha insistito affinché spiegassi quando le parole non riuscivano ad uscire.

"Io me ne sono fatta una ragione" mi ha detto: "non ci soffro più. Era destino non avessi un figlio. Mi sono fatta male per troppo tempo sperando di averne". Le ho risposto che io la speranza non l'ho persa, anche se ho poche ragionevoli chance ciò accada.

Le ho raccontato delle serate annegate nell'alcol e nei sonniferi, le ho raccontato di come tutto quello che potesse andare storto nell'ultimo anno ci sia andato, siamo riuscite anche a riderci su, complici due camerieri resi particolarmente allegri e disponibili nei confronti di due donne giovani e sole al tavolo.

Mi ha chiesto se mia mamma mi stia aiutando a venirne fuori, le ho candidamente detto che ci sono luoghi nei quali una madre non può raggiungere un figlio...

Lei s'è lamentata della sua relazione che non funziona più: un anno di convivenza pare possa uccidere la più folle delle passioni. "Perché mi sono inguaiata così? Sono arrivata al punto di sentir montare l'angoscia quando si avvicina l'ora del suo rientro dall'ufficio...". Non ho potuto replicare alcunché: non lo so perché finisce un amore, che cosa lo uccide a sangue freddo, strangolandolo progressivamente di giorno in giorno.

Mi sento completamente aliena dai problemi sentimentali altrui: io sto lottando per sopravvivere alla paura di esistere, non so nulla del San Valentino che si avvicina, dei mobili da comprare per arredare la casa nella quale andrai a vivere con lui, né delle cene a casa dei suoceri.

Ad un certo punto mi ha fatto una domanda a bruciapelo: "Ma quando due si separano, il cane... come funziona? Chi lo tiene?"... per poco non mi è andato di traverso il Chianti! IL CANEEE??? No, dico, due anni fa quest'uomo ha mollato sua moglie per te (la madre dei suoi figli), tu hai rinunciato ad una brillante carriera per lui, lui è innamorato pazzo di te, stai progettando la fuga da una storia che, dopo aver promesso tanto, non funziona più... E TU TI PREOCCUPI DEL CANEEE?????

Ecco, per fortuna che esistono le amiche: le mie, due ciniche inguaribili, mi aiutano a mettere i piedi per terra e a sentirmi meno sola. Io non voglio un uomo per finire a preoccuparmi di un cane, io voglio qualcuno di cui potermi occupare, con cui poter dividere sogni e problemi, gioie e grattacapi, uno con cui ridere la sera davanti alla tv (e con i programmi che ci sono, ce n'è di cui ridere!!)... non voglio preoccuparmi di un terranova che pesa più di me, voglio un uomo che mi aiuti a rimanere in piedi quando vacillo, un uomo da sostenere quando non ce la fa più.

Lo so, sono un'inguaribile romantica, anche molto ingenua e profondamente cretina, ma mi fa rabbia pensare ci siano persone che finiscano così, dopo poco tempo, a preoccuparsi più del terranova che del proprio futuro a due...

No, tutto questo non gliel'ho detto, mi sono limitata a versarle altro vino e a sperare fosse solo un momento di depressione da tonnarello al fungo porcino...

Oggi non mi sento bene, non vedo l'ora di tornarmene a casa. Temo siano i postumi dell'esame di ieri. Speriamo arrivino presto le sei...
2006/12/12

Senza parole


"Dolce amica mia,


quello che mi hai scritto mi ha fatto capire quanto bene ti voglio (e quanto me ne vuoi).

Non riesco a trovare le parole giuste, se mai ce ne fossero, per dirti qualcosa di ragionevole. E poi io? So perfettamente la rabbia che si prova quando ti dicono "vedrai andrà tutto bene...vedrai che ti passerà...basta la buona volontà... ecc.ecc.". A me non me ne frega niente se passerà, perché sto male adesso, sto male terribilmente, nessuno può immaginare quello che provo dentro.

Mi addolora profondamente quello che mi hai detto, mi addolora nell'anima e nella mente, che non è ancora guarita.

Ricorda comunque che, anche se nel dolore e nella disperazione, che (forse) posso comprendere meglio di altre persone, sto con te, senza dirti niente, ma sto con te.

Il vero amico è quello che sa riconoscere sul tuo viso bagnato di pioggia le tue lacrime.

Io sono davvero con te, non te ne dimenticare mai, quando vorrai io sarò sempre qui. ...e se un giorno decideremo di fare Thelma e Louise, anche quel giorno ci sarò!

Ti stringo forte a me con tutto l'amore che posso".

2006/12/5

Famiglie di vetro soffiato


Dicono faccia caldo, io non riesco a sentirlo: sarà un problema di circolazione o di gente che ho intorno, ma sento tanto freddo.

Sotto le finestre del mio ufficio suonano gli zampognari (o qualcuno che aspira ad ottenere una credibile imitazione). Ormai faccio le tacche al muro per le ferie di Natale: adoro il Natale, soprattutto perché mi dà la possibilità di staccare tutti i telefoni e mandare al diavolo il mondo per un bel po'.

Oggi ero nell'ufficio del mio presidente... parlavamo di lavoro... mi guarda: "Che hai?" "Non voglio più vivere, sono stanca. Voglio solo addormentarmi e non risvegliarmi più..." si alza dalla scrivania e spalanca la finestra: "Ok allora, vai, buttati!"... "Non è il mio stile, se e quando deciderò di farla finita lo farò in modo più discreto, presumo con dei sonniferi..." rispondo senza scompormi. Richiude la finestra: "Il tuo è solo sonno arretrato! Mi ricordi l'epitaffio sulla tomba... di chi era? Di Walter Chiari?"... ci siamo messi a ridere. Meglio sdrammatizzare...

Non ho il coraggio di ammazzarmi, tranquilli, almeno per il momento, non a Natale. Da brava vigliacca, spero lo faccia Dio, così mi libera dell'incomodo. 

La prossima settimana ho una "due giorni" in Ematologia: sono serena. Mi fa più paura dover affrontare il mio ginecologo: sto rinviando da tempo ormai. Non mi va di provare dolore, non mi va di sentirmi dire sempre e solo cose spiacevoli, anzi, non mi va di sentirmi ripetere la cosa più spiacevole del mondo, "non credo diventerai mai madre".

Lui ha preso una breve vacanza: deve sottoporsi ad ulteriori esami, era sconvolto... buffo eh? Se solo immaginasse... Non gli ho detto "capisco", non avrebbe senso parlare ora. Lui ha i SUOI problemi da affrontare e li deve affrontare con sua moglie.

Stamattina mi hanno regalato un piccolo presepe in vetro soffiato: è bellissimo. La Sacra Famiglia sotto una cupola di vetro, tutto molto fragile, quasi etereo...

Ho ripensato a quanto sia fragile la famiglia, quella di tutti, quella che c'è e dà calore e protezione, quella che c'è e diventa una gabbia, quella che non c'è mai stata, quella che non ci sarà mai, quella di cui vorresti disfarti perché opprimente, quella che cerchi di tenere insieme nonostante tutto...

Vale sicuramente la pena lottare per una famiglia, forse è l'unica cosa per cui valga davvero la pena di lottare. Ma si tratta di una cosa tanto preziosa quanto fragile, ti volti e non c'è più, per i tuoi egoismi, per parole non dette o dette troppo alla leggera, per torti mai perdonati, per paure mai superate.

Sto cercando un posto sicuro per la mia famigliola di vetro soffiato...
2006/10/18

Sto qui, ma non ho nulla da dire

 
Ieri ero in trasferta per un evento (peraltro andato benissimo: ho già incassato i complimenti dei clienti!). Sono sfuggita al caos che immagino sia stato generato dall'incidente nella metro.
 
Scrivo meno qui in questo periodo, perché quello che dovrei scrivere è troppo triste e allora preferisco astenermi. Mi sono estraniata da me stessa per evitare di soffrire. Giusto ieri raccontavo ad un'amica che vedo poco (vivendo l'una da una parte e l'altra dalla parte opposta d'Italia) le mie ultime traversie: "Ma io ti trovo benissimo! Mascheri bene...". Già.
 
Mi metto nei panni di chi capita qui per caso e si chiede da cosa derivi questo "pessimismo cosmico"... non mi va più neanche di approfondire l'argomento, scusate.
 
Sono felicissima di lavorare e di stancarmi... anche se la notte spesso mi svegliano gli incubi...
 
2006/9/8

Un gesto

 

"Guardalo, si porta la mano dietro al collo...

Basta un gesto così per innamorarsi disperatamente.

E per tutta la vita".

 

Virginia Wolf

2006/5/25

La mamma dell'imbecille non era lesbica

Coppie di esseri umani uniti da un sentimento...

Mi frullano in testa da ieri le parole offensive rivolte alla Bindi dal senatore di An... Non offensive perché dava della lesbica al neoministro, ma in quanto invasive della sua sfera intima, della sua privacy e poi perché insinuavano che una donna non sposata non potesse capire i problemi delle famiglie...

Come se, per fare il ministro della Giustizia fosse indispensabile essere giudice, poliziotto o ... già, o... CRIMINALE. Perché a mio avviso un ex criminale (recuperato al vivere sociale) sarebbe il ministro della Giustizia perfetto. Chi meglio di un ex criminale conosce croci e delizie del settore? Chi meglio di uno che ha passato la vita a gabbare i poliziotti ed eludere, contravvenire alle norme può sapere come migliorare l'efficacia della legge?

E allora perché una persona sola non può capire i problemi di chi è in due o più? E perché non può capirli una lesbica? Forse il single, omosessuale o no, non ha mai fatto parte di un nucleo familiare? Non ha mai vissuto i piccoli e i grandi problemi quotidiani di una famiglia?

Avvilente, no? Chi afferma che una lesbica non può fare il ministro della famiglia dimentica che cemento della famiglia sono il reciproco amore e rispetto che i membri di quel nucleo provano gli uni nei confronti degli altri.

E l'amore è un sentimento dannatamente democratico e indifferente agli steccati: omo o etero che sia, è l'unica cosa che dia un senso a questo delirio quotidiano, l'unica cosa che può mettere in bocca anche al più becero degli orsi un sorriso estatico.

L'amore nasce spontaneo ed è un ragazzino dispettoso, che si prende gioco delle nostre convinzioni e convenzioni, dei nostri "muri interiori". Lui arriva e siamo pronti a rimettere in discussione tutto.

Speriamo arrivi a scompigliare i pensieri anche di quelli che pensano che una lesbica - che peraltro lesbica non è - non possa essere un buon ministro per la famiglia...


2006/5/23

Una seconda possibilità

Oggi è il compleanno di una persona che non vedo da un po': abbiamo lavorato ad un progetto insieme all'inizio della mia esperienza qui, siamo diventate buone amiche.
 
Lei voleva un figlio disperatamente, non poteva averne. Ne ha adottato uno, un bimbo ucraino bellissimo, che le ha cambiato - in meglio - la vita.
 
Non la chiamerò oggi, pur provando per lei grande affetto. Mi perdonerà la "dimenticanza"...
 
In questi giorni non mi va di sentirmi chiedere:"E quel tipo? Che fine ha fatto?" o "E tu? Quando ti decidi a sposarti?"...
 
Oggi mia madre al telefono mi ha preso in contropiede:"Perché non fai congelare i tuoi ovuli prima dell'intervento?"... Ma sei matta? E perché? "Beh, non si sa mai, un domani...".  Ma quale domani? E' già domani! ...
 
Temo per loro (per i miei) sia molto più difficile che per me accettare il fatto che le mie capacità riproduttive siano drasticamente ridotte...
 
Abbiamo un bisogno profondo di vederci in figli e nipoti come allo specchio, perché abbiamo bisogno di una seconda possibilità... quella che la vita raramente ci dona...
2006/4/28

Coccodrilli a primavera

Il tempo perso

Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un pò da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
 
(Jacques Prévert)
 
A dire il vero la giornata non è granché, piove... quindi tutto sommato posso anche regalarla al Capo!
 
Ho avuto tre giorni di fuoco in ufficio, sono strafelice che oggi sia venerdì, così stramazzo sul letto stasera e mi godo un po' di riposo!!
 
Questi tre giorni sono stati anche piuttosto malinconici: le notizie che arrivano da stampa e tv sono ogni giorno più grigie (anniversario Chernobil, contestazioni che rovinano la festa della Liberazione, lutti in Egitto e a Nassiriya, donne stuprate e sgozzate, bambini storpiati e venduti per chiedere l'elemosina, i nostri politici che contano, ricontano, s'azzuffano...).
 
Questa primavera tarda a stabilizzarsi, come se il sole (compagno Sole? Fratello Sole?) si rifiutasse di splendere su tanta meschinità e crudeltà.
 
Per fortuna ci sono notizie che strappano un sorriso, tipo quella del COCCODRILLO CHE RUBA UNA MOTOSEGA (bah...)! A Brutus (pare il coccodrillo si chiami così) giravano un po': disturbato dal rumore della motosega ha deciso di correre ai ripari. Ha addentato la motosega e se l'è portata via in acqua...
 
ECCO COSA POSSO FARE CON LA MIA VICINA DI CASA CHE ROMPE CON GLI ESERCIZI DI TROMBA!!!