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La voce a me dovutaNon debba mai scoprire quella solitudine immensa d'amarti solo io |
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10/15/2009 Pensieri di inizio autunnoE' arrivato il freddo.
Indosso due maglioni seduta alla mia scrivania, mentre il sole piano piano scende.
Tu dove sarai? Presumo dal meccanico: hai detto al telefono che lo scooter ti dà problemi.
E io dove sono? Perché qui oggi io non c'ero... sì, fisicamente ero qui, ma ho concluso poco e niente. Sarà il freddo che mi blocca il cervello, ma non sono stata molto produttiva.
"Mi hai cercato tu prima in ufficio?" ... Avrei dovuto? AVREI VOLUTO, ma non l'ho fatto, perché mi manchi... sì proprio perché mi manchi e io sento di non mancare a te, quindi il mio senso del pudore mi impedisce di importi la mia voce, anche solo quella.
Mi sento sola. E non riesco a capire perché: domenica mattina ti ho preparato la colazione, sabato notte dormivi nel mio letto, accanto a me... E oggi dove sei?
E io oggi dove sono? E dove sono i miei slanci di passione, di entusiasmo, di allegria, di affetto??? Li hai portati con te dal meccanico o li hai buttati nel primo cassonetto incontrato per la strada, uscendo da casa mia?
Stasera ti telefono, ti chiedo: COME STAI? e tu... tu non mi chiedi mai come sto... o perché dai per scontato io stia bene o perché tutto sommato di come stia io ti interessa poco...
Le mie fragilità le tengo per me, non ti piacciono, non vuoi sentirne parlare, mi aggredisci sempre quando ti rendi conto che io non sono forte come tu vorresti che fossi... Come se non fosse privilegio di una donna essere fragile, anche se solo per un'ora o un giorno. No, io sono quella che offre ospitalità quando là fuori il mondo impazzisce, quella che cura, quella che ascolta, quella che offre consigli se li chiedi (se non li chiedi, non mi permetto di darne), quella CHE C'E' QUANDO TU NE HAI BISOGNO... sempre...
E tu? Ieri avrei ucciso per un tuo abbraccio, ma tu eri stanco per darne. Stamattina avrei venduto mia nonna per il tuo buongiorno, ma tu eri impegnato altrove... E stasera ti cercherò io, tu non lo farai, perché la sera lavori fino a tardi e spesso crolli sfinito dimenticando tutto...
Se ti chiedo se mi vuoi bene, rispondi di sì... Ma che bene è il tuo? 7/10/2009 Pomeriggio d'estateLa mia voce c'è sempre... spesso tace... non so bene se rassegnata o se come sospesa in attesa di qualcosa di meraviglioso e speciale...
Nella mia vita è entrato un uomo particolare, diverso da tutti quelli conosciuti sinora. Potrebbe persino essere il grande amore, se non fosse che lui ci tiene a ribadire che non è più capace di amare.
Con me però è gentile e tanto mi basta...
Non è molto presente... lavora molto... o forse ha paura di farmi entrare troppo nella sua vita. Si occupa molto di una persona malata in famiglia. Lotta con le unghie e coi denti per non impazzire a volte, me ne rendo conto. Ci sto male, mi sento spesso ingiustamente trascurata, ma lo tengo per me, non mi lamento. Mi sento sola, ma almeno un numero telefonico da comporre nei momenti bui.
Speravo che essere in due significasse finalmente non essere più sola... ma forse avevo una visione semplicistica dei rapporti di coppia, visione che sto lentamente adattando alla mia quotidianità.
Sono innamorata? Credo di sì... ma è passato così tanto tempo dall'ultima volta che ho avuto una storia con un uomo...
La depressione non mi molla... ci sono giorni in cui sto meglio, giorni in cui aprire gli occhi la mattina è un dramma.
Con lui non riesco a parlarne molto. Non credo poi la cosa lo coinvolga più di tanto, preso com'è dai suoi drammi personali sicuramente più seri del mio.
Forse è solo che avevo un grande desiderio di essere amata e in me rimane il dubbio ad amare fra noi sia solo io.
Lui è sensibile, dolce, ma... forse l'amore è un'altra cosa.
In questi mesi la mia società ha anche cambiato sede: abbiamo degli uffici più lussuosi, ma in una zona più silenziosa e a me il silenzio ha sempre fatto tanta paura.
Mi costringe a rimanere sola coi miei pensieri, raramente belli.
Aspetto... fra qualche mese compirò 40 anni, un compleanno importante. Aspetto passino i giorni, aspetto di passare anche io. Non ho più riacquistato la voglia di vivere, temo di averla persa per sempre. Mi lascio vivere, ma la voglia di vivere no... quella non la provo più.
Mi muovo, lavoro, parlo... amo... ma non riesco a tornare a vivere. E neanche mi interessa più di tanto farlo.
1/14/2009 Nulla è come dovrebbe essere, quindi tutto normale!Manco da qui da molto tempo... non è stato un bel tempo... e scrivere qui riporta a galla tutti i sogni che avevo e che nel frattempo sono finiti in mille pezzi.
La mia salute si è ristabilita, ma la sentenza è stata comunque lapidaria: allo stato attuale, pensare ad una gravidanza è impensabile, con fecondazione artificiale o meno non fa differenza.
Mentre il medico parlava, io sentivo solo rumore di cristalli in frantumi... tutto si stava spaccando dentro me... ho pianto disperatamente, muta, senza vergogna, senza ritegno, maledicendo me stessa e anche Dio che si accaniva con inaudita ferocia. Il medico e l'infermiera a capo chino, silenti, quasi vergognosi, neanche fosse colpa loro...
Forse un nuovo intervento... non si sa, sto facendo ulteriori esami. I medici di Barcellona attendono le mie decisioni... e io non mi rassegno, non posso farlo. Non vedere gli occhi di mio figlio mi è assolutamente intollerabile, non ce la faccio, non posso continuare. E infatti mi sento impazzire a volte: ieri sera ho faticato a non ingoiare tutti gli psicofarmaci che ho a casa. Mi sono limitata ad una compressa, quanto basta a perdere conoscenza e a riacquistarla - con profonda rabbia per essere ancora viva ed essere sopravvissuta alla notte - al suono della sveglia.
Nel frattempo la mia vita è peggiorata ulteriormente anche sotto altri aspetti: molti miei colleghi sono stati licenziati, per settimane ho lavorato in mezzo alle loro cose, accatastate nelle stanze di noialtri colleghi più fortunati, scampati alla decimazione. Arrivare in ufficio è diventata una tortura: tutti quegli scatoloni, a ricordare che tu sei stato risparmiato, ma che il prossimo potresti essere tu.
In tutto questo casino ho avuto anche il coraggio di innamorarmi di un uomo... ma lui non si è innamorato di me. Ha fatto di tutto per farsi notare, per conquistarmi, e poi, una volta resosi conto di aver raggiunto lo scopo, si è bloccato sulla porta della mia vita e non è voluto entrare... e questo senza neanche sapere molto di me! Perché se l'avesse saputo, forse, avrei pure capito. Riconosco di non essere una donna facile, riconosco di avere problemi enormi... può spaventare la cosa. Ma lui no, lui s'è spaventato "in via preventiva", senza neanche sapere chi sono davvero. Ci sono stata molto male. Ma tutto sommato non ce l'ho con lui: sembro un carro armato, indistruttibile, forte... se uno non ti conosce, come fa a sapere che è un bluff? Che in realtà sei solo un vaso di vetro sottilissimo, che anche solo il vento può distruggere?? Oggi sto meglio, mi sto ancora leccando le ferite, mentre lui continua a far l'idiota, tanto per esser certo io mi senta in qualche modo legata a lui.
E nonostante io sia in una situazione non facilissima, il mio ex ha deciso che sono la donna della sua vita. L'ha deciso dopo ben 10 anni che mi ha scaricata per una che gli ha ripulito il conto in banca, ma... vabbé, sono decisioni che necessitano un periodo di riflessione...
Dice che sono economica (l'altra pretendeva regali costosissimi a getto continuo!), affidabile (su di me si può sempre contare, si sa!) e non dò problemi (non ho manie di protagonismo, non faccio capricci, sono una che si adatta, insomma!). ECONOMICA, AFFIDABILE, NON DO' PROBLEMI: PRATICAMENTE SONO UNA FIAT PANDA!!! E sai che soddisfazione????!!!!!
Mi subissa di telefonate ed sms... tanto che, per essere lasciata in pace almeno a Natale, ho attivato un numero di cellulare nuovo di cui lui non è al corrente. Almeno un po' di silenzio. Io non lo amo più... e comunque dieci anni fa ero un'altra persona... lui invece è l'idiota egoista, egocentrico e immaturo di sempre. Certe cose non cambiano.
Non lo so cosa sarà di me in questo nuovo anno. L'anno scorso il mio oroscopo
6/26/2008 IncubiIl mio fisico non ha retto la terapia per il secondo tentativo, i medici hanno deciso di annullare tutto... stavo male...
Adesso devo disintossicarmi e mettere di nuovo in sesto tutti i valori delle mie analisi. Non potrò più tentare di diventare madre prima dell'anno prossimo, ma intanto i miei problemi di salute non miglioreranno, ogni giorno che passa è una possibilità in meno...
Sto familiarizzando con l'idea che non vedrò mai gli occhi di mio figlio...
Già era difficile accettare l'idea di dover vivere senza aver mai incontrato l'Amore, quello vero. Non so come me la caverò ora...
Per il momento sono sotto shock... sembra quasi non me ne importi nulla... rido, scherzo, Dio solo sa per quale strano motivo in questo periodo sono circondata di uomini che mi corteggiano: è un classico, la disperazione mi rende più appetibile... è sempre stato così... e come sempre, l'unico che interessa a me volge lo sguardo altrove...
Ho voluto provare a conquistarmi una vita normale, come quelle degli altri... ho fallito. Per il momento fuggo tutti, tranne il mio lavoro e i miei colleghi, che hanno vissuto con me il dolore di quest'ennesima delusione.
Non ho voglia di vedere nessuno... declino anche tutti gli inviti ai convegni che mi arrivano numerosi in questi giorni, non voglio stare in mezzo alla gente... vorrei solo riuscire a dimenticare tutto, anche me stessa... E invece no, tutte le mattine lo specchio mi costringe a ricordare che io esisto, che non c'è nessuno sbaglio, che io sono qui, ora, che tutto quello che mi succede ogni giorno è reale e non è un incubo. NON E' UN INCUBO, sono sveglia...
Non riesco neanche ad odiarmi, non riesco neanche a farmi pena, mi sento dentro il corpo di un altro.
Ho una vita piena di contraddizioni, di cose che sono al posto sbagliato e al momento sbagliato... rimetterle a posto tutte è impossibile... districarsi in una tal matassa di controsenso e assurdità è al di là delle mie capacità.
Ho paura di quello che accadrà il momento in cui prenderò coscienza di tutto quello che mi sta accadendo e di quello che m'è successo sin qui. 5/13/2008 Aspettando l'estate...E' arrivata la primavera... ho aspettato passassero i giorni.
Dovevo disintossicarmi da tutte le medicine che avevo preso. Adesso sto bene.
A fine mese dovrei riprendere l'iter, sperando stavolta sia la volta buona. Devo esser sincera: sono aumentate le paure ed è diminuito l'entusiasmo. Certe volte mi sembra di essere un malato terminale che deve sottoporsi ad un terapia che già sa non gli salverà la vita.
Mi sono rituffata subito nel lavoro, per combattere la tentazione a chiudermi ancora di più in me stessa.
Combatto contro la malinconia, non sempre vinco. Molte mie conoscenze aspettano bambini in questo periodo: è difficile non sentirsi una fallita, un essere umano di serie B di fronte alle gravidanze altrui...
Faccio finta di nulla, reprimo la mia ostilità nei confronti di chiunque cerchi di oltrepassare il mio spazio privato, nei confronti di Dio, nei confronti dei medici che non son stati capaci di aiutarmi, nei miei stessi confronti, donna incapace di essere alla pari delle sue simili, per tanti motivi...
Aspetto passi la primavera e arrivi l'estate...
3/28/2008 Tentativo fallitoIeri ho avuto la triste notizia: ho perso i miei due gemellini... tentativo fallito...
Per quanto ci si prepari all'eventualità di un insuccesso (avevo il 50% di possibilità), fa comunque male. Mi sono disperata, stamattina ho la faccia di una finita sotto un TIR a pieno carico, ma so che devo reagire.
Lunedì tornerò in ufficio, anche se molti mi consigliano di prendermi altro tempo per "metabolizzare". Ma io preferisco rituffarmi nel lavoro e cercare di superare questa fase al più presto.
E' difficile rialzarsi quando il sogno della tua vita era ad un passo e qualcosa ti impedisce di afferrarlo, ma non posso permettermi di passare la vita a piangere.
E' stato un percorso durissimo: una fecondazione assistita è drammatica anche se fatta entro i confini nazionali e affrontata in coppia, figurarsi fatta all'estero e dovendo caricarsi sulle spalle tutto il peso dello stress psicologico, della terapia, dell'intervento in sala operatoria, della spola fra Italia e Spagna.
Tutta questa via crucis ha avuto comunque il ruolo di spingermi a non andare a votare alle prossime elezioni, io che ho sempre pensato che il voto fosse un diritto sacro e da onorare scrupolosamente. Questo Paese ha dimenticato quelli come me, li ha prima puniti e poi dimenticati: a Barcellona ho incontrato moltissime coppie di italiani costretti ad emigrare per inseguire un sogno, ad affrontare costi pesanti per l'economia familiare, relegati ad una vita da carbonari per inseguire il loro bambino.
Ieri è passato anche il medico dell'Inps (il mio ginecologo mi aveva messo a riposo dal rientro da Barcellona) per il controllo di routine. Dopo aver visionato tutta la documentazione mi dice: "Lei lo sa che la fecondazione assistita non è contemplata come malattia?"... l'ho solo guardato con le lacrime agli occhi, porgendogli i risultati impietosi delle analisi "Non in gravidanza". Ha abbassato gli occhi e credo si sia anche vergognato un po':"Mi dispiace tanto, signora!". Ha scarabocchiato qualcosa sul suo rapporto e mi ha detto: "Va bene così!" e se n'è andato.
Inseguire un sogno significa anche questo, qualcuno dei nostri governanti ha idea di tutto questo? Perché io devo andare a votare per una Sinistra che non ha fatto nulla di tutto quello che io, elettrice, l'avevo mandata a fare durante il suo periodo di governo?
Mio nonno so che non approverà, ma a casa mia nessuno andrà a votare stavolta: forse le mie lacrime non decideranno le sorti delle votazioni, ma di certo hanno risvegliato un moto di rabbia e ribellione in molte persone che mi vogliono bene e trovano tutto questo ingiusto.
Farò passare un po' di tempo per riprendermi fisicamente e psicologicamente e poi riproverò: spero solo questa ricerca di un bimbo non si tramuti, da sogno, in incubo. Ce la metterò tutta per rimanere coi piedi ben piantati in terra e non farmi prendere dall'isteria. Ho solo bisogno di tempo... 1/17/2008 La marcia continuaStanotte è stata probabilmente la peggiore della mia vita. Un po' perché ho un'influenza che s'è affezionata a me (l'effetto che mi fanno questi antibiotici è strano. Continuo ad avere l'influenza, ma io... non son più io! Continuo a star male ma sono convinta che quella roba abbia ucciso anche i virus dei miei vicini di casa!! La prendo io e basta a immunizzare tutto il condominio!! Solo che io soccombo: prendo la compressa e nel giro di un'ora mi sento... strana... mi sa che la coca fa un effetto simile... Ma sarà legale?), un po' per questo tempo grigio che immalinconisce l'anima, un po' perché i tempi per l'inseminazione si dilatano oltre misura. Ieri l'ennesimo ritardo, mi chiamano da Barcellona per dirmi che hanno visto qualcosa di strano nella mia ecografia (l'ennesima... ho perso il conto, non so più neanche io quante ne ho fatte...), dovrò ripeterla, forse perderemo un altro mese. Un altro mese di stress, di pensieri cupi, di insonnia... Senza contare che ad ogni nuova ecografia, la domanda del medico di turno (a cui non racconto mai, se posso, il come ed il perché io debba fare questo esame: sono stanca di raccontare due anni di cure, interventi chirurgici, depressione, umiliazioni, problemi) è sempre la seguente:"Ma lei vorrebbe avere figli? Perché se ne vuole, si sbrighi. I problemi tamponati chirurgicamente presto si ripresenteranno e potrebbe diventare troppo tardi...". Certo, grazie, visto che non sono ancora abbastanza sull'orlo di una crisi di nervi, la cosa che mi serve di più è l'ennesimo medico sconosciuto che mi ripeta il solito ritornello... è tardi... presto sarà troppo tardi... E a me questo bambino sembra sempre più lontano, anziché vicino. Ieri sera, tornando a casa, sotto la pioggia, immersa in cupi pensieri, mi sono scoperta a guardar male tutte le mamme a spasso con i loro bambini. "Oddio, sto diventando un mostro!" mi sono detta: "Io non sono così, io non ero così!"... Le notti per me non esistono più, si sono dissolte, vivo in un costante unico giorno... Quando cala la notte prendo un libro e inizio a leggere, quando mi sembra (spero?) di aver sonno, spengo la luce provo ad addormentarmi ma è inutile... inizio a chiedermi: "Perché proprio a me? E se non ci riesco, che farò? Che senso avrà per me continuare a vivere, quando la cosa che più ho desiderato al mondo mi sarà sfuggita dalle mani per sempre?", il sonno passa, piango, riaccendo la luce, continuo a piangere e poi riapro i libri... sto leggendo molto!!! Quando sento che sto per crollare, che sono al limite, che ho davvero bisogno di dormire altrimenti rischio di finire sotto il primo tram in arrivo, mi stordisco di psicofarmaci e finalmente dormo il sonno dei giusti... poi, recuperate le energie, il ciclo ricomincia. Continuo a scrivere il diario delle mie peripezie per lui/lei, se mai arriverà. Glielo consegnerò quando potrà capire, perché si senta desiderato ed amato da molto prima della sua nascita.... O forse lo distruggerò, se lui/lei dovessero dissolversi persino dai miei sogni... Ho trovato tanto sostegno in amici e colleghi: sta diventando una "attesa" cogestita. Spero prima o poi tanto affetto e tanto impegno da parte di medici, conoscenti e familiari vengano ripagati. 10/25/2007 Avete avuto la rosolia???Ok, non ho avuto la rosolia da piccola: l'altro giorno m'è toccato il vaccino. Trovarmi in fila fra bimbi terrorizzati in attesa "della puntura"
Ho affrontato tante cose in questi ultimi mesi, anche gravi, ma l'idea della vaccinazione mi metteva un certo disagio: e adesso? Che mi succede? Mi ricopro di bolle?? Mi viene la febbre?? Sentirò dolore???
Tocca a me... il dottore sembra Giuseppe Mazzini redivivo... o forse no, era davvero Giuseppe Mazzini, ma non redivivo, morto... mummificato per l'esattezza, perché si esprimeva a monosillabi e non faceva un sorriso neanche a pagarlo.
Bravo, però, non ho sentito dolore!!!
Esco di lì, arrivo in uff e inizio a sentirmi strana... vado a fuoco, mi sento debole, ho la pupilla dilatata e mi sento ondeggiare... MA CHE M'HA INIETTATO 'STO TIPO??? QUALCHE STUPEFACENTE???
Beh, sono tre giorni che la temperatura va su e giù, io sono in preda ad una inspiegabile euforia, tremo, e mi sento strana...
ERA EROINA??? O M'HA INIETTATO IL VIRUS DELL'EBOLA PER SBAGLIO???
Se non mi leggete più, almeno sapete il motivo...
9/26/2007 Polvere nella clessidraStasera sentivo il desiderio di tornare qui... è così tanto tempo che non scrivo...
In realtà scrivo in generale di meno, è come se all'improvviso non solo fosse finita la voce, ma anche l'inchiostro. Le emozioni sono diventate così complesse da non poter essere trascritte adeguatamente.
Sto bene, sono stata travolta dal ciclone "tutto-quello-che-dovreste-sapere-e-considerare-prima-di-mettere-al-mondo-un-figlio".
Sono alle prese con gli esami che la clinica di Barcellona mi ha richiesti per decidere come procedere nel mio caso. Guardo con terrore il tempo che scorre, i dottori che hanno preso a cuore il mio caso mi ricordano il coniglio di Alice nel Paese delle meraviglie: "E' TARDI! E' TARDI! E' TARDI!".
Lo so, ogni giorno che passa è un giorno in meno prima che si ricreino le condizioni sfavorevoli ad una gravidanza, cerco di non farmi prendere dall'angoscia.
La mia vita è "affollata di ex" (corteggiatori, amori mancati, amori falliti) che reclamano attenzione, ma io non ho più tempo per nessuno e non voglio farmi confondere le idee. Ho preso la mia decisione, avrò un figlio, ma non voglio un figlio loro... avrei voluto un bambino da un uomo per il quale io fossi importante, ma non sono stata importante per nessuno di loro... e oramai... E' TARDI! appunto...
L'altro ieri mi ha contattato un mio ex: "Vediamoci, dimmi tu quando vuoi, ma ho voglia di rivederti!"... anche io avrei piacere di vederlo, ma lui inizierebbe a chiedere, a proporre, a reclamare indietro i pezzi della mia vita che ha perso lungo la strada... e io non posso....
Il mio corteggiatore storico, invece (quello che lavora nello stesso palazzo dove lavoro io) lunedì mi ha regalato dei fiori... li ho messi in un vaso sulla scrivania, sono ancora belli...
E l'amore mancato, quello a cui io tenevo davvero, quello nel quale credevo di più... mi scrive, non immagina neanche io abbia deciso di realizzare da sola quello che un tempo mi era sembrato potesse essere il nostro sogno...
E' tutto molto difficile, le paure sono tante, ci sono notti insonni di lacrime, la solitudine, il timore di non essere all'altezza... poi i miei occhi incontrano per strada quelli di un bambino e tutto scompare, mi dico che ce la posso fare.
La legge italiana lega le mani dei medici, che comunque cercano di aiutarmi come possono, senza finire nei guai. Li capisco, ma è sempre dura scoprire di essere all'improvviso una "fuori casta" del servizio sanitario nazionale.
Ogni piccolo passo avanti è una conquista di proporzioni titaniche...
Rimane il rimpianto: una cosa così bella, come una nuova vita, dovrebbe esser sempre il frutto di una scelta fatta in due per amore, con senso di responsabilità, passione e allegria... dovrebbe essere una cosa naturale, non vissuta quasi come una malattia, lo so, ne sono consapevole, ma... per me non c'è più tempo per aspettare arrivi l'altra metà del mio sogno e non voglio morire col rimpianto di non aver tentato tutto il possibile per cercare di guardare negli occhi mio figlio.
E' una scelta che fa discutere la mia, che attira critiche, ma, per fortuna, anche tanta solidarietà. Non so se Dio mi condanna per questo: io voglio solo mettere al mondo una nuova vita e prendermi cura di essa, ma negli ultimi tempi ho imparato a non chiedermi più nulla, a non considerare volutamente certe cose per evitare di impazzire, dilaniata fra ciò che poteva essere e non è stato e ciò che potrebbe essere se solo si potesse prendere in mano il proprio destino.
Tutte le mattine c'è una sola cosa che mi ripeto: "Posso ancora farcela ad essere felice, e devo farlo ora, perché... non c'è più tempo".
7/26/2007 Per pianoforte e orchestraDovrò iniziare un vero diario, scritto a penna, come si usava una volta.
Dovrò scriverlo perché quando arriverà io gli basterò, ma poi crescerà e si farà e mi farà delle domande, a cui io so già che non potrò rispondere adeguatamente. Mettere al mondo un figlio è sempre un atto di incoscienza e di egoismo, non riesco a sentirmi in questo diversa da tanti coetanei e non che conosco e diventati genitori in modo "normale" o "naturale" che dir si voglia. Ieri ne ho finalmente parlato col mio dottore, che (contrariamente ai miei timori) ha preso carta e penna e, senza farmi domande, ha iniziato a spiegarmi e a suggerirmi centri a cui rivolgermi. "Qui noi non possiamo aiutarti, è illegale, lo sai, ma loro, in Spagna, conoscono perfettamente la situazione italiana e sapranno come aiutarti. Forza, è una cosa bella. Solo inizia al più presto: se fai passar tempo, le tue condizioni di salute potrebbero peggiorare nuovamente. Tieni comunque presente che prima di ottobre non puoi far nulla, dopo l'intervento il tutto deve finire di cicatrizzare". Ok, intanto inizio a fare qualche esame, il primo oggi pomeriggio. Poi ci sono le ferie. Non parto: non ho voglia e comunque il mio miglior amico ha problemi in famiglia... Non può lasciar sola la mamma col padre malato. Non mi dispero: sono stanca, mi basta riposarmi, mi sono sufficienti la solitudine e il silenzio. Oggi ho accennato le mie intenzioni di avere un figlio a mio padre (fosse stato per me, non l'avrei fatto, ma mamma ha insistito)... Dire che la notizia è caduta nell'indifferenza più totale è abbellire non poco il quadro... Non mi aspettavo niente di meglio, niente di più. L'altro giorno ho scoperto che hai aperto un blog (te l'avevo suggerito io, ti ricordi?), sono venuta a curiosare, in silenzio, in punta di piedi. Mi aspettavo ci mettessi dentro più di te stesso, invece di te c'è molto poco, di te come uomo e forse anche come giornalista... Ti presenti, dici che vivi con tua moglie (l'hai aperto da pochi mesi, non fai cenno ad alcun figlio...), elenchi i libri che hai scritto, i tuoi articoli, il tuo impegno politico e sociale... Ma il tutto è freddo e distante... La musica, Bach, è invece splendida, un concerto per pianoforte potente e dolce al tempo stesso... L'ho riascoltato tre volte di seguito e nel mio cuore mi sono augurata di riuscire prima o poi a dimenticare davvero le cose brutte e le ferite, per dare di me sempre e comunque la parte migliore. 7/4/2007 Riassunto delle puntate precedentiHo scritto ad una mia amica, dietro sue insistenze: le ho riassunto per sommi capi come sia stata la mia vita negli ultimi mesi...
È buffo, mi sono successe tante cose, ma quando mi chiedono di raccontare come sono stata, cosa mi è accaduto negli ultimi mesi, mi mancano le parole. In questi giorni sto raccogliendo su Internet materiali sulla fecondazione assistita in Spagna. Mi rendo conto di quanto poco io ne sappia... A fine mese ne parlerò col mio ginecologo: già lo so che sarà contrario... E non perché in Italia è illegale, quanto perché mi sparerà la solita solfa del "un bambino ha bisogno di entrambi i genitori".... Certo, come no, ma perché, IO, nata tradizionalmente da coppia tutt'oggi "unita", un padre ce l'ho avuto? Io so cosa significa sentirsi orfani con un padre seduto al tuo fianco... Spero comunque il medico possa spiegarmi come il mio fisico possa reagire ad eventuali terapie di sostegno, se posso farlo in modo che non abbia ricadute su altre parti di me... Sono stanca di aspettare "l'uomo della mia vita", non arriverà. "Se vuole avere figli è opportuno si sbrighi!" mi ha detto il chirurgo al controllo post operatorio... Ok... Come? Voglio una famiglia mia, voglio poter trasmettere ad altri quel poco che ho capito della vita, voglio avere panini da preparare per merenda e giocattoli da comprare per Natale, voglio un morbillo da curare e lezioni di danza o calcio a cui cercar di non far tardi, voglio guardare negli occhi mio figlio... E per guardare lui negli occhi non voglio mentire ad un uomo, sforzarmi di finge un amore che non c'è... Molte ragazze che conosco hanno scelto la via più comoda: rinunciare all'amore in favore di una vita ordinata e tranquilla. Le capisco, non le condanno, ma io non ce la faccio a dividere, non dico la vita, ma anche solo un mese della mia esistenza con una persona che non sia quella che è giusto per me. Forse un figlio per me rimarrà una chimera, forse rimarrò per sempre sola, con questo dolore che fa da sfondo ad un'esistenza incompiuta... ma vorrei perlomeno evitarmi qualche senso di colpa... Nel frattempo - mentre cerco di capire cosa fare - vorrei comportarmi normalmente, fare cose normali... Lavoro, vedo qualche amico, studio... penso... cerco risposte alle mie domande... col sorriso sulle labbra e tanti dubbi nel cuore...
6/11/2007 Mulini a ventoI giorni passano. Sono un po' malinconica per via del lavoro, del clima che respiriamo tutti i giorni. Era l'unica cosa che funzionava nella mia vita, e all'improvviso ha preso a girare al contrario anche quella...
I miei colleghi sono sfiduciati almeno quanto me, ma purtroppo noi possiamo far poco. Chi potrebbe fare, non fa o dà l'impressione di aggravare i problemi della società, anziché tentare di risolverli.
C'è stato un tempo in cui avrei reagito: ho sempre avuto il ruolo - di fatto - di rappresentante sindacale qua dentro, ma oggi... sono stanca di combattere i mulini a vento, ho poche energie e quelle che ho mi servono tutte per arrivare al giorno dopo.
Sto cercando un nuovo lavoro, ma con le mie qualifiche e nel mio settore non è facile e ricominciare tutto daccapo in un altro settore... beh, onestamente non è che l'idea mi faccia far salti di gioia...
Il mio è un campo ristretto, si conoscono tutti e tutti mi identificano in maniera marcata con il mio presidente: essendo io la persona più vicina a lui da tanti anni, mi accorgo che gli altri mi vedono quasi come sua proprietà privata. Lui è molto potente nel suo settore e quindi il resto vien da sé: anche se qualcuno avesse intenzione di darmi un lavoro, ci rinuncia temendo di fargli uno sgarbo.
Io continuo a fare il mio lavoro onestamente, ma l'entusiasmo in certi giorni sembra davvero essersene andato per sempre. Mi piace quello che faccio ma ormai vorrei farlo a modo mio, in modo completamente diverso da come sono costretta a fare tutti i giorni...
Il mio "corteggiatore d'annata" (vi ricordate? Quello che in otto anni di lavoro mi ha sommersa di fiori, cioccolatini, pelouche e quant'altro!) credo si sia finalmente arreso all'evidenza dei fatti: per me è solo un amico. Sta corteggiando una nuova impiegata della mia società, sono contenta per lui e anche per me: gli sono affezionata, ma era decisamente ora se ne facesse una ragione e volgesse altrove lo sguardo.
Bello, fa caldo, il tempo è bello e la gente si innamora... A me quand'è successo l'ultima volta? Non me lo ricordo quasi più e comunque è stato un disastro, meglio evitare!! Ci ho messo mesi per riprendermi...
Mi piacerebbe tornare ad innamorarmi, ma... non è più cosa ormai. Sono troppo sfiduciata, prevenuta, probabilmente, per innamorarmi di nuovo...
Nel frattempo tiro avanti fra un convegno e l'altro, una giornata alla scrivania e l'altra in giro per aeroporti, sempre più indifferente a quello che mi circonda.
La mia salute migliora di giorno in giorno, sto riacquistando la mia forma fisica e le mie energie, spero mi servano a qualcosa di utile, sia l'una che le altre!!
6/4/2007 Tempo di cambiamentiI giorni passano e non è che passino inosservati... Sono successe molte cose dal mio rientro in ufficio, sono stata molto presa e comunque ho davanti a me altre due settimane di fuoco.
Purtroppo sono partite alcune lettere di licenziamento, altri colleghi se ne sono andati di loro inziativa, sistemandosi altrove.
La chiamano "riorganizzazione"... suona bene, dà l'idea di qualcosa che da quel momento in poi funzionerà meglio...
Anche io sono stata toccata dalla ventata di "efficientismo": l'aiuto a cui avevo affidato parte delle mie competenze è stato vittima dei tagli e ora sono nuovamente sola a seguire i rapporti con i media per la mia società. All'inizio non l'ho presa bene, ma ora riesco a vedere le cose con maggior distacco.
In fin de' conti se le decisioni non le prendi tu, puoi cercare di influenzarle, ma non puoi farne una malattia se non riesci a cambiarle.
Mi ha fatto male vedere professionalità di tutto rispetto buttate sul marciapiede dall'oggi al domani, ho fatto quel che ho potuto per salvare almeno un paio di posti di lavoro, ma non c'è stato nulla da fare... uno sperpero, triste, ingiusto, ma... temo inevitabile...
Nel frattempo ho avuto il controllo dal chirurgo, l'intervento sembrerebbe riuscito. Adesso devo decidere cosa fare...
Il principe azzurro non arriverà più. O forse arriverà, ma quando sarà troppo tardi. E io voglio una famiglia.
Voglio un motivo valido per venire qui tutte le mattine (l'impulso di andare piuttosto a far quattro passi in centro è ogni giorno più forte...). Voglio guardare gli occhi di mio figlio. Voglio sentirmi responsabile di qualcosa di importante (un ufficio stampa è un figlio troppo indipendente per appagarmi nel mio bisogno di maternità!). Voglio FARE qualcosa di importante...
5/18/2007 Un'altra pagina da scrivereLa giornata è bella, fresca, con il sole che gioca a nascondino con le nuvole.
E' venerdì, sono rientrata in ufficio ieri, per evitare un rientro a inizio settimana che mi avrebbe messo a terra: infatti ieri sera ero sfinita a fine giornata, non ero più abituata a lavorare.
Ho passato un mese lontano da qui, è stato un mese difficile e complicato, pieno di emozioni, di pensieri.
Ho imparato tante cose anche su me stessa: ho scoperto di essere molto più risoluta e coraggiosa di quanto non pensassi di essere. Sono sempre io, con i miei problemi, i miei dubbi, le mie paure, ma diciamo che mi stimo di più.
Mi ha fatto naturalmente piacere vedere di quanto affetto mi hanno circondato le poche persone che sapevano fossi malata.
Ora ci sono nuove decisioni da prendere, nuovi passi da compiere, ma ora so di poter contare su una me stessa più forte.
Volevo ringraziare comunque chi mi ha sostenuto anche solo col silenzio: ci sono cose che si possono dire anche senza parlare.
4/3/2007 Auguri di buona PasquaE' arrivato il momento di fare gli auguri di Pasqua a chiunque passi di qui.
Per un bel po' non conto di aggiornare il mio blog: passata la Pasqua, ancora qualche giorno e poi dovrò entrare in ospedale, passerà un po' di tempo prima che io possa tornare a scrivere qui.
Non ho scritto molto ultimamente: avevo solo cose tristi e dolorose da raccontarvi, ho preferito astenermi dal deprimervi. Sto facendo un viaggio per uno dei gironi infernali più brutti che ci siano per l'animo di una donna: ho visto gente piegata in due dal dolore psicologico accanto a gente felicissima di aver dato al mondo una nuova vita; ho visto un bimbo nato da pochi minuti, piccolo, nudo, inerme passare accanto, nella sua incubatrice, ad una donna costretta ad abortire da una rara malattia... La vita e la morte si toccano in quei corridoi, pensavo fosse più facile, non lo è affatto: mi ritrovo spesso con gli occhi pieni di lacrime, a nascondere il mio sguardo.
Il caso ha voluto mettermi di nuovo davanti al chirurgo che ho rifiutato effettuasse l'intervento: era di turno lui quando ho dovuto preparare la cartella clinica. Stavolta mi ha trattata, se possibile, anche peggio dell'altra volta (aveva saputo che avevo rifiutato effettuasse lui l'intervento e che volevo un altro chirurgo): sono stata gelida ed ho finito per tirar fuori il mio lato caustico quando insisteva aggressivo: "Non è possibile lei sia in queste condizioni senza aver mai abortito! Non ho mai visto nulla del genere nella mia carriera. Non le serve a nulla mentire, noi lo scopriamo se ha avuto un aborto!"...
Pezzo d'idiota - in realtà ho pensato molto peggio - io sono qui perché non posso avere figli e tu mi chiedi se ho avuto un aborto. Ti rispondo che non ho mai avuto neanche una gravidanza, per quanto indesiderata, e tu insisti, mi dai della bugiarda. Perché dovrei mentire a te? Chi sei tu? Che me ne fotte di quello che pensi di me?
"Bene dottore, se Lei non ha mai visto nulla di simile, si vede che sono un caso clinico! Posso vantarmi della cosa con gli amici? Magari faccio un figurone!" e lo fisso con un sorriso ironico... Ho l'impressione abbia capito che lo stavo pigliando per il culo, ha abbassato lo sguardo e le penne... non credo mi darà più problemi...
Ma è riuscito comunque a farmi sentire sporca... e incazzata....
Ho tanti pensieri pesanti nel cuore, mi sforzo di non pensare per evitare di arrivare all'intervento con i nervi a fior di pelle.
I miei amici scrivono, non osano più neanche telefonare per non disturbare, mi chiedono come sto, quando tornerò da loro... a loro non ho detto nulla di quello che sto attraversando, non sanno neanche che devo entrare in ospedale. Mi pensano semplicemente troppo impegnata col lavoro e troppo depressa per aver voglia di compagnia. Glielo lascio credere perché è meglio così...
Il mio migliore amico mi è molto vicino però: senza di lui sarebbe tutto più difficile, perché fatico a parlare di questa cosa anche con la mia famiglia.
Con voi ho parlato molto, invece, e vi ringrazio ancora una volta di aver ascoltato silenziosi.
Auguro a chiunque passi di qui tanta serenità e pace (con se stesso prima che col resto del mondo), per sé e per le persone care.
Torno presto, spero di ritrovarvi tutti qui.
Una Voce
3/22/2007 Alla ricerca della serenità perdutaIeri sono stata molto male, sono arrivata a sera prostrata: in ufficio
ci sono molti problemi e tanto lavoro, anche nei weekend. Un periodo un po' complicato, sotto vari punti di vista, che mi sta sfiancando: non ho le energie sufficienti ad affrontare grane in numero crescente e sempre più complicate. Finché si tratta di fare il bilancio di risultati concreti, beh, mi godo gli allori e i complimenti dei concorrenti e degli altri contatti di lavoro. Sicuramente il frutto del mio lavoro l'avete avuto sotto gli occhi, aprendo un quotidiano, navigando su Internet o guardando la tv. Bello... Ma comunque i grattacapo lavorativi in questo periodo sono molti. Ma non solo... Ve lo ricordate il "sensibile" chirurgo che dovrà operarmi? Mia mamma va a togliere i punti per l'intervento che ha subito l'altra settimana (nello stesso ospedale dove subirò l'intervento a mia volta) e il suo chirurgo, timidamente, chiede: "Signora, sua figlia, quell'intervento che mi aveva detto... Non l'ha già fatto vero?" "No, fra qualche settimana" "Ah... E la opererebbe il dottor X, vero?". Mia mamma si fa sospettosa... "Sì... Perché?"
"Signora, io mi espongo molto a dirle questo, ma...
Non faccia fare l'intervento al dottor X, sua figlia è
giovane e quel tipo d'intervento non è la specialità del dottor X, io lo so, sono in camera operatoria con lui, lo so che lui non è adatto, mi creda. Perché non parla col collega, il dottor Y? Lui per certe cose è più adatto e capace. Mi dia retta...". Mia madre e mio padre si fanno cogliere dal panico, io m'arrabbio non poco, già mi vedono morta in un lago di sangue... M'arrendo, mia madre è più cocciuta d'un mulo e per me un chirurgo vale l'altro. Parla con l'altro medico, gli porta tutti i miei esami: secondo il dottor Y, che accetta di prendermi in carico, l'intervento che dovrò subire sarà molto più pesante di quanto preventivato... Ottimo! Di male in peggio... Mi sfogo col mio migliore amico, la mia zattera nella tempesta: "Ehi, da quanto ci conosciamo? Una vita! Beh, stavolta sbagli, hanno ragione i tuoi, loro ti vogliono bene e non tutti i chirurghi sono uguali, fidati! Quindi vai da questo dottore nuovo e zitta!". Ok, vado e zitta... Nel frattempo però, se non avete nulla in contrario, mi do' allo shopping compensativo e mi fisso un appuntamento da Pino, il mio parrucchiere di fiducia che fa un caffè fantastico... Mica solo cose negative!!
3/14/2007 La vita degli altriGiornata "sghemba"...
Il tuo nome m'è capitato sotto gli occhi stamattina: moderi un convegno che si terrà fra qualche giorno. La vita continua, per gli altri...
La mia s'è fermata, è scesa in sciopero. Gli altri vivono, io sono ibernata da più di un anno e forse non ce la farò mai più a scongelarmi.
Non mi entusiasmano più le cose che fanno felici gli altri, né mi addolorano le cose che feriscono gli altri.
M'è venuto un pensiero scemo: chissà se hai finito di pagare il mutuo per la casa nuova che avevi regalato a tua moglie?... Figuriamoci, i mutui ventennali sono la regola, no, non puoi averlo estinto...
Mi consola non essere l'unica indifferente al mondo: "Sai che X e Y si sposano?" chiedo al mio migliore amico. "Auguri e figli maschi!"... "Ah, tutto qui quello che hai da dire?" "E che devo dire?" "Ma gli altri vivono! Non te ne frega niente???" "Scusa, ma quante possibilità hanno funzioni e il matrimonio duri? Perché devo entusiasmarmi per due che presto divorzieranno??"... Eh, forse hai ragione pure tu...
Loro si sposano, altre mie conoscenze saranno presto madri, altri cambiano lavoro... io sono morta, o almeno mi sento tale. Intendiamoci, una morta con un bel sorriso stampato sulla faccia, sono morta, ma sembro allegra, almeno non urto la sensibilità altrui.
A me capitano solo cose tristi: mia mamma ha appena subito un intervento, presto ne subirò un altro io, le incazzature sul lavoro sono ormai la prassi (l'unica cosa che andava bene, sta andando a puttane pure quella!), non vedrò mai gli occhi di mio figlio...
Avrei voglia di urlare, ma sto zitta, un po' perché ho poche energie da sprecare, un po' per non disturbare, un po' perché non ci sarebbe nessuno ad ascoltare.
Non sopporto più le persone che ho intorno per buona parte del giorno, voglio stare il più possibile da sola, se potessi mi chiuderei in un eremo per non uscirne mai più. Mi danno un fastidio fisico, non voglio mi rivolgano la parola, non sopporto mi guardino, mi fa schifo la loro superficialità, ma forse mi dà fastidio solo che per loro l'esistenza continui, mentre la mia è in stand by.
La mia amica in attesa tutti i giorni mi fa il resoconto telefonico dettagliato dei suoi problemi di gravidanza, aggiornandomi sulla crescita del piccolo (è maschio, l'abbiamo saputo l'altro giorno: ormai mi considero parte della gravidanza anche io!). L'ascolto paziente: sa dei miei problemi, ma è talmente felice da non riuscire a capacitarsi di quanto male mi facciano i suoi racconti. Non me la prendo con lei: so cosa si prova a desiderare intensamente un figlio... quello che non so è cosa si provi a vedere finalmente realizzato un sogno, ma questa è un'altra storia.
Certe volte vorrei aggredirla: "Scusa, ma ogni tanto ti ricordi di come sto?", ma poi mi prendo idealmente a calci nel sedere da sola, lei non ha colpa di limiti che sono solo miei, non c'è cattiveria o crudeltà nel suo essere felice e nel suo aver bisogno di mettermene a parte.
E intanto è arrivata la primavera... mentre io spero di non arrivare all'estate...
2/27/2007 Solo andataErri De Luca
Ed. Feltrinelli
DUE
Quando saremo due saremo veglia e sonno, affonderemo nella stessa polpa come il dente di latte e il suo secondo, saremo due come sono le acque, le dolci e le salate, come i cieli, del giorno e della notte, due come sono i piedi, gli occhi, i reni, come i tempi del battito i colpi del respiro. Quando saremo due non avremo metà saremo un due che non si può dividere con niente. Quando saremo due, nessuno sarà uno, uno sarà l'uguale di nessuno e l'unità consisterà nel due. Quando saremo due cambierà nome pure l'universo diventerà diverso. STASERA Sono stasera insieme a voi per dire: in questa sala siede una quota di assassini, di ladri, di bugiardi, di suicidi e io sono fratello di ogni peggio Che sta in un uomo, dentro di me e in ognuno, da fratello gemello. Non sono il giudice del figlio di mio padre, Non sono il suo guardiano. Amo chi d'improvviso si vergogna Butta le mani in faccia e così sconta. Stasera tra di noi io amo l'ubriaco Che perde la via di casa. LE COSE La penna che scrisse il tuo nome, Il bicchiere del brindisi a te Li ho gettati via. Dopo di te le cose non possono altro uso, Un uomo anche.
2/21/2007 Fine del CarnevaleHo impiegato qualche giorno a recuperare un po' di calma, ma non è stato
facile. Ho passato giorni non proprio esaltanti, ma... vabbé, è andata. È finito pure Carnevale, ora, col capo cosparso di cenere, espiamo! ... Io espio da oltre un anno (un anno abbondante di sfiga no stop quanti peccati cancella?), magari posso evitare il cilicio... Ho mangiato anche pochi dolci in questi giorni!! Comunque possiamo espiare in molti modi: l'astinenza, la rinuncia, il sacrificio... Io espio attraverso le vecchiette impiccione!! L'altra sera rientro stravolta dall'uff, salgo in ascensore con la classica condomina pettegola, che fa la solita domanda:"Ma cara, tu non ti sei sposata?" (ci risiamo! debito con me:"No". "Ma sei fidanzata!" (in questi frangenti nutro comprensione e simpatia per i serial killer): "No!" (sorrido sempre più estatica e vagamente ebete)... "MA QUANTI ANNI HAI??" (inizio a pentirmi di non aver preso il porto d'armi e penso che tre piani in ascensore possono essere un percorso lunghissimo)... "Trentasette!" (mbé?!? Un pacchetto d'affari tuoi...no, eh?). Forse la "simpatica" signora intravede lo scintillìo omicida nei miei occhi e si salva in corner: "MA NON È POSSIBILE!!! NE DIMOSTRI A MALAPENA VENTI!!! SEI COSì BELLA!!! Che peccato..." Sì, vabbé, adesso sono Greta Garbo rediviva!! detto che ne dimostro trenta mi sarei accontentata e magari c'avrei creduto pure!! Ma venti... è un po' grossa come balla! Apre di nuovo bocca e io tremo: adesso che mi chiederà? Quand'è che l'ho fatto l'ultima volta?? E se m'è piaciuto?? OMMAMMA! Ma finalmente arriva il mio piano, scendo (fuggo?), saluto augurando buona serata alla vicina impicciona e mi prendo idealmente a calci per non saper rispondere a certe domande indiscrete e fuori luogo come faceva Raz Degan anni fa in una pubblicità: SONO FATTI MIEI!!! L'impicciona comunque fa in tempo a lanciare il suo anatema: "Eh, ma sposati, cara, che soli si sta male!"...
Beh, certo, se non me lo diceva lei!!
Grazie del consiglio, mica ci avrei pensato se non me l'avesse detto lei!
Domani prendo il primo tizio che incontro sull'autobus e gli chiedo se
ha mezz'oretta libera per impalmarmi, così il mio vicinato dorme tranquillo...
Mi chiudo la porta di casa alle spalle e bacio terra: anche questa giornata è finita!! Ho omesso di gettare la lingua biforcuta dalle scale, ho salito un altro gradino verso la beatificazione... Se rinasco, rinasco uomo! Sono certa che al single quarantenne del sesto piano nessuno rompe gli zebedei perché non ha una fede al dito!... Anzi, penso che se mi offrono di nascere una seconda volta... PASSO IL TURNO!!! 2/16/2007 Vetri rottiHo passato la mattinata a nascondermi dietro il pc, ingoiando le lacrime. Non mi andava di farmi vedere piangere, non è bello. Poi non ce l’ho fatta più e
sono crollata: ha raccolto i cocci il mio collaboratore. E' stato a dir poco brutale
nella sua crudeltà: "Vorrei che fosse chiaro che lei, comunque vadano le
cose, difficilmente potrà avere figli. Questo intervento non risolve il
problema, anche perché ci sono punti in cui io non posso intervenire chirurgicamente. Quindi, potrebbe anche risparmiarselo!"... Mi ha vista incazzata e decisa,
ha abbassato le penne e ha cambiato tono... ma intanto la coltellata l'aveva
piantata... Non si fa così, sei un medico, non un macellaio, non lo saichi hai davanti, la sua storia: è la prima volta che mi vedi, stronzo! L’infermiera che ha assistito
allo scambio di battute, quando lui è uscito dalla stanza, mi ha dato con un
sorriso il suo nome (Roberta) e il suo numero telefonico: "Di qualsiasi
cosa tu abbia bisogno, qualsiasi dubbio, io sono qui, chiama!"... L'ho
apprezzato molto, ho capito che lei aveva capito e c'era rimasta male quanto
me. Ora, l’unica cosa che voglio, è stordirmi di tranquillanti e dormirci su, domani di sicuro starò meglio... e magari mi premio con un paio di scarpe nuove, per consolarmi un po’... 2/15/2007 Cronaca di una giornata umidaSono quasi alla fine... Fine di questa settimana, che è stata sconclusionata e un po' avvilente. Fine del ping pong da un medico all'altro per decidere se fare qualcosa e cosa fare. Fine della mia pazienza con persone nei confronti delle quali ne ho avuta sin troppa. Stamattina credo mi sia piovuta in testa tutta l'acqua che il buon Dio aveva messo da parte per dissetare un quarto della popolazione mondiale. Sono arrivata in clinica che dir zuppa è dir poco: capelli bagnati, pantaloni bagnati, borsa bagnata, scarpe che non sto neanche a descrivere... e il tutto pur avendo l'ombrello... Solita dolcezza da parte di tutto il personale (perché ci sono persone che fanno il loro lavoro onestamente e con passione nella sanità italiana, è bene ricordarlo). In verità io stamattina mi sentivo più in vena di passare da uno psicologo che da un ginecologo: alcune persone a cui tenevo molto e per le quali ho fatto molto mi hanno profondamente delusa; oltretutto alcuni colleghi a cui sono molto affezionata cambiano mestiere, se ne vanno e io mi sento un po' triste per questo. Come se non bastasse, mia mamma la prossima settimana deve subire un intervento, proprio mentre io pianifico il mio... Allegria! L'umidità m'è entrata nelle ossa ma anche nel cervello, ho bisogno di una doccia calda stasera che mi liberi da questa sensazione brutta. Domattina conoscerò Jack lo Squartatore, il chirurgo che si occuperà di me: speriamo non abbia le "manone", che a me fa un po' impressione... In questi giorni sono stata molto vicina al mio migliore amico, che ha alcuni problemi familiari. Mi ha ringraziata l'altro giorno: mi racconta tutte le sue beghe, si sfoga con me, perché io sono una buona ascoltatrice, me lo dicono tutti... Già... ma chi ascolta me? Sono tornata a "far la muta", che è la cosa che mi riesce meglio quando ho tanti problemi e nessuno con cui confidarmi, o meglio, nessuno a cui interessi quello che ho da dire. Proferirò un totale di 100 parole nell'arco di un giorno (telefonate di lavoro escluse), tanto... parlare per dire cosa? E a chi? Ieri sera mi ha chiamata a casa uno di quei colleghi che ci lascia per trasferirsi in un'altra società: mi ha fatto molto piacere un collega di Milano, con il quale bene o male ci si è conosciuti e frequentati poco, si sia ricordato di me in un momento così delicato per la propria carriera. "Con te volevo parlare con calma, prima di andarmene"... grazie... ti ascolto... Dio, ma quanto ci mette ad arrivare sera? Sono stanca e domani sarà una giornata anche peggiore... In questa stanza c'è un silenzio assordante... solo il rumore dei miei tasti sulla tastiera e quello del mouse del collega... e il rumore dei miei pensieri. Il rumore del mio respiro non si sente, quello del suo sospiro sì. 2/9/2007 Quelli nell'ombraIeri mi hanno chiesto una mia foto e curriculum da inserire in una pubblicazione specializzata e in un sito Internet. Ho gentilmente declinato, hanno insistito: "Dottoressa, non cerchi scuse, il caporedattore ha detto che Lei è molto carina e quindi mandi 'sta foto per favore!!"... Le lusinghe hanno avuto l'effetto voluto, ho ceduto, promettendo che entro la settimana avrei mandato foto e cv... seppur di malavoglia. Ho un pessimo rapporto con la mia immagine, mi piace restare nell'ombra e in effetti è quello che faccio: mi occupo di far comparire il più spesso possibile e al meglio sui media italiani ed esteri l'uomo per cui lavoro, è lui quello che deve comparire/apparire, io rimango tre passi indietro... e ci tengo a rimanere nell'ombra, perché questo mi garantisce un'autonomia che altrimenti non potrei avere. Mi hanno insegnato che è questo quello che fa un buon addetto stampa: se diventa più famoso della persona che rappresenta, beh, c'è qualcosa che non va. Ho imparato molto da un giovane che lavorava per un grande dell'industria, molti anni fa. Io iniziavo allora e lui aveva già una certa esperienza: ci trovavamo spesso a lavorare insieme, io rubavo con gli occhi e con le orecchie il mestiere. Adoravo la sua umiltà e il suo essere schivo, la sua dedizione totale alla persona per cui lavorava, persona che peraltro non so fino a che punto capisse ed apprezzasse la qualità del lavoro svolto, troppo distratto da interviste, riunioni di CdA, ricevimenti e regate veliche... Non gliel'ho mai detto, ma non ho mai mancato di ammettere pubblicamente di dovergli molto per l'impostazione del mio lavoro. Ora lui lavora per altri, alla fine s'era reso conto di aver dato TROPPO, di aver sacrificato la sua vita privata, di non avere più tempo per sé, assorbito completamente, giorno e spesso anche notte, da una professione che amava, ma che forse aveva fagocitato la parte migliore della sua vita. Se prima era nell'ombra, ora lo è ancora di più, ma quando ci sentiamo (raramente, ormai, lavorando in campi diversi) al telefono, lo sento più rilassato, meno coinvolto probabilmente a livello mentale da quello che fa, ma sereno, di nuovo padrone del suo tempo (e delle sue notti!). Ieri ho ripensato a lui, a quanto gli debbo. Spero un giorno di avere l'occasione di dirglielo... 2/1/2007 Crisi di coppia e cani terranovaIeri sera ho parlato un po' con la mia amica, l'ho presa per mano e l'ho portata a far due passi nel mio piccolo inferno privato. La cosa buffa è che la più allegra delle due ero io. Forse perché euforica all'idea di poter nuovamente star seduta una sera a cena in un posto pubblico con un'amica senza che mi cogliesse la voglia di scappare. Mi ha portato dei bellissimi fiori, non ha fatto troppe domande, soprattutto non ha insistito affinché spiegassi quando le parole non riuscivano ad uscire. "Io me ne sono fatta una ragione" mi ha detto: "non ci soffro più. Era destino non avessi un figlio. Mi sono fatta male per troppo tempo sperando di averne". Le ho risposto che io la speranza non l'ho persa, anche se ho poche ragionevoli chance ciò accada. Le ho raccontato delle serate annegate nell'alcol e nei sonniferi, le ho raccontato di come tutto quello che potesse andare storto nell'ultimo anno ci sia andato, siamo riuscite anche a riderci su, complici due camerieri resi particolarmente allegri e disponibili nei confronti di due donne giovani e sole al tavolo. Mi ha chiesto se mia mamma mi stia aiutando a venirne fuori, le ho candidamente detto che ci sono luoghi nei quali una madre non può raggiungere un figlio... Lei s'è lamentata della sua relazione che non funziona più: un anno di convivenza pare possa uccidere la più folle delle passioni. "Perché mi sono inguaiata così? Sono arrivata al punto di sentir montare l'angoscia quando si avvicina l'ora del suo rientro dall'ufficio...". Non ho potuto replicare alcunché: non lo so perché finisce un amore, che cosa lo uccide a sangue freddo, strangolandolo progressivamente di giorno in giorno. Mi sento completamente aliena dai problemi sentimentali altrui: io sto lottando per sopravvivere alla paura di esistere, non so nulla del San Valentino che si avvicina, dei mobili da comprare per arredare la casa nella quale andrai a vivere con lui, né delle cene a casa dei suoceri. Ad un certo punto mi ha fatto una domanda a bruciapelo: "Ma quando due si separano, il cane... come funziona? Chi lo tiene?"... per poco non mi è andato di traverso il Chianti! IL CANEEE??? Ecco, per fortuna che esistono le amiche: le mie, due ciniche inguaribili, mi aiutano a mettere i piedi per terra e a sentirmi meno sola. Io non voglio un uomo per finire a preoccuparmi di un cane, io voglio qualcuno di cui potermi occupare, con cui poter dividere sogni e problemi, gioie e grattacapi, uno con cui ridere la sera davanti alla tv (e con i programmi che ci sono, ce n'è di cui ridere!!)... non voglio preoccuparmi di un terranova che pesa più di me, voglio un uomo che mi aiuti a rimanere in piedi quando vacillo, un uomo da sostenere quando non ce la fa più. Lo so, sono un'inguaribile romantica, anche molto ingenua e profondamente cretina, ma mi fa rabbia pensare ci siano persone che finiscano così, dopo poco tempo, a preoccuparsi più del terranova che del proprio futuro a due... No, tutto questo non gliel'ho detto, mi sono limitata a versarle altro vino e a sperare fosse solo un momento di depressione da tonnarello al fungo porcino... Oggi non mi sento bene, non vedo l'ora di tornarmene a casa. Temo siano i postumi dell'esame di ieri. Speriamo arrivino presto le sei... 1/31/2007 Un mercoledì come tantiDicono che la notte porti consiglio: ho dormito come un sasso, oggi mi sento tuttavia ugualmente ferita dal modo di fare di certe persone. Ieri sera, arrivata a casa, ho pianto disperata: non c'è cosa che mi faccia più male che il tradimento di una persona che reputi amica. Stamattina mi sono svegliata un po' sfatta, ma stavo meglio, seppur con l'amaro in bocca. Di buon mattino sono andata dal mio ginecologo (a questo punto non so più se è un confessore, un amico, un padre o uno psicologo), dovevo sottopormi ad un esame molto doloroso. "Posso avere l'anestesia totale?" chiedo scherzando. "A quella ricorriamo in ultima analisi, se non ce la facessi a sopportare il dolore. Ma io lo so che tu ce la fai."... Ce l'ho fatta, ma poi sono rimasta sul lettino mezz'ora buona, con lui che mi sentiva il battito e l'infermiera che cercava di farmi ridere. Ha iniziato a muoversi per l'intervento, ci rivediamo fra 15 giorni: mi dirà quando il collega che materialmente dovrebbe occuparsi di me può ricevermi. Mentre aspettavo di entrare, una donna più o meno della mia età mi raccontava le sue gravidanze fallite: io ascoltavo in silenzio. "Lei ha già avuto figli?" "Non ne posso avere" ho detto, abbassando subito gli occhi e vergognandomi come al solito. Mi ha dato il solito sguardo di comprensione e di compatimento che mi fa sentire un verme, ma so che non era colpa sua. Stasera rivedo una delle mie migliori amiche: è riuscita a "stanarmi", sono mesi che non esco di sera, troppo ripiegata sul mio "dolore che nessuno può comprendere" (lei sì, figli non ne ha avuti), sulla mia stanchezza di vivere e il mio disinteresse per i casi altrui. Spero non mi faccia molte domande, dal canto mio ascolterò volentieri e con l'affetto di sempre quel che lei deve dirmi, la proposta a cui accennava nella sua mail. Oggi è il compleanno della Bestiola... auguri! 1/30/2007 Dell'umana bontà e stupiditàHo sempre avuto un problema nella vita: mi fido troppo delle persone. E non è che abbia messo su più saggezza nel corso degli anni: un sorriso aperto per me è un regalo e chi me lo fa è (deve essere di certo un "buono"). Sbaglio... ma non imparo dai miei sbagli... e questo dimostra che non sono poi granché intelligente, giusto? Mi piacerebbe essere un po' più accorta, più distaccata, non prendermela tanto se qualcuno mi pianta un coltello nella schiena... L'altro giorno una collega mi dice, scherzosa: "Ma tanto tu hai la pelle di un coccodrillo!!!" ed io: "Sì certo, purché non finiscano a far di me borsette!!!". Qualcuno di voi può darmi qualche saggio consiglio su come valutare meglio le persone e affrontare con stile le coltellate nella schiena??? Magari imparo... forse... |
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